Benché il “raduno” sulle strade dell’Appennino tosco romagnolo o nel Chianti o nel Casentino sia sempre stata la forma di aggregazione dei Sommeliers nella migliore forma e nel maggior numero, non sono mai mancate le divagazioni ad esempio in fuoristrada, spesso organizzate da una delle nuove leve, Luke the Duke, al secolo Luca, con la fissa delle facili sterrate con le ruote lisce, tanto da trascinare in avventure come la Transappenninica il suo Lc4 640 (690 dopo aver distrutto l’altro) e altri del gruppo. Oltre alle uscite a volte record, grazie anche al gemellaggio con i cugini di RomagnaMotard con una trentina di presenze, i Somms hanno avuto una costanza incredibile nelle uscite settimanali, praticamente per anni, tutti i sabati e le domeniche c’è stato qualcuno che usciva a far danni. Quasi sempre, questo è stato possibile grazie all’impiego in un albergo di Firenze di Carole, la ragazza di un tipo che si aggregò a gennaio del 2006, e che io e Gianni all’inizio bidonammo organizzando un’uscita perché ci rallentava. Ancora non lo conoscevo, e si presentò ad una cena che avevo organizzato al Giuggiolo. Aveva già fatto la sua triste esperienza con Luke, che lo aveva trascinato in un motaio il giorno prima. Si muoveva solo in moto, il suo adorato Ttr 600, del quale faceva praticamente una religione, tanto da iscriversi come Ghigno ttr. Oltretutto, allargava anche il concetto di motard alle ruote 18-21”. Il fatto che Carole lavorasse nei fine settimana e quindi lui fosse libero, fu un volano incredibile per tutte le uscite. Bastava telefonare a Gino, fissare, e si usciva.
Col tempo diventò sempre più veloce, e prima che si trasferisse in Francia, a inizio 2009, faceva quasi sempre strada. È stato un così buon amico per tutti, che spesso penso che il fatto che sia il mio miglior amico rimanga del tutto marginale.
Fortuna che il suo posto, nel fare da presenza fissa nelle uscite, è stato degnamente preso da un ragazzo di Pistoia, “arancione anche nei capelli”, che armato di un lc4 660 lo spalma sull’asfalto come un Philadelphia. Derapage.
Come tutti gli amanti del supermotard, era inevitabile che prima o poi volessimo provare il brivido della pista. La cosa nacque a tavola durante il primo raduno DoloMitico, organizzato da Steve, moderatore di Ultra, al quale partecipò anche ‘Nduja, un avvocato dalle evidenti origini calabresi, poi purtroppo perso in favore dell’enduro. Incredibile la capacità di portare allo stesso tempo saggezza e goliardia all’interno del gruppo, capacità organizzativa e spirito di aggregazione. Nicola, ritorna!!!
Fra un canederlo e un bicchiere di vino venne fuori la cosa della pista, e pensa pensa si arrivò alla conclusione che la pista più vicina era quella di Pomposa, nel ferrarese, a due ore di macchina da Firenze, casa di un altro partecipante al raduno, Luca “Gumon”, che sornionamente propose un evento in pista per battezzare i Somms. Fu un evento memorabile, con tanto di maglietta celebrativa “io c’ero” il 10 maggio 2005, durante il quale ci rendemmo conto che riuscivamo ad essere fermi in pista, tanto quanto andavamo forte su asfalto. Il viaggio per il trasferimento fu un vero inferno: tre ore + tre col mio camion, prima con tre moto, poi con quattro. Claudio “Basic”, da Scarperia, era venuto fino a Pomposa in moto, e poi venne portato indietro da Andrea “Scheggia”; la moto ce l’avevo io, e credo che legare quattro moto su uno Sprinter aperto sia un’impresa quasi disperata, con Paolino che brontolava perché temeva che si sciupasse il Duke, e io che mi incazzavo perché non sapevo come fare a scendere la mia, da solo.
La pista ha poi preso sempre più campo, e quelli che non hanno avuto poi il coraggio di girare normalmente con una racing derivata come Gianni che prese un 525, col tempo hanno aggiunto un ferro da pista in garage, o addirittura hanno sostituito la stradale con la racing. Fra i primi Leonardo “Samurai”, che ha scelto questo nome perché… non chiedete mai ad uno strizzacervelli il perché di una sua azione! In pratica affiancò al suo 610 Husky, che lo ha servito fedelmente come fa ogni moto come la sua, ovvero fermandosi un’uscita si e una no, ad un Suzuky 450 da sparo.
Solopista si è convertito anche Frankye di Pistoia, anche se io, a dire il vero, la sua moto non sono mai riuscito a vederla, e si che ci hanno aperto anche la pista nel Mugello!
È decisamente il tecnico del gruppo. Volete sapere quanto olio ci sta in un Crf del 2003, e se la moto che guidava Lazzarini nel 2007 aveva il recupero liquidi in ergal o alluminio? Lui ve lo dirà. Anche se non lo volevate sapere. Anzi, soprattutto se non ve ne fregava un cazzo!
Un altro motardaro polivalente, endurista vero e poi sempre più pistaiolo è Briele, prezioso compagno di tante uscite col suo Tm da sogno. Un pischello, ma ormai mi perde anche lui, come i ragazzi di Siena, Lorenzo “Turbolordo” o Riccardo Drz, sempre più convertiti alla pista.
Fra le varie uscite demenziali di Luke, anzi forse la più bella, ci fu quella alla Foce di Giovo, dove intervenne un tipo che mi apparve subito un po’ presuntuoso con un Xtx, e che in fuoristrada non andava per niente male. Ci disse che aveva deciso che avrebbe voluto cominciare ad uscire con noi, e col tempo diventò una presenza costante. Ha la passione per le enduro motardizzate artigianalmente, anche e soprattutto se esiste in commercio un omologo identico ma non fuorilegge. La capacità organizzativa e la voglia di Motoclub lo fece poi diventare un caposaldo del gruppo, tanto da farcelo nominare “presidente” (di cosa, poi, non si sa). A lui tanto basta per sentirsi importante, e quasi sempre telefona a me per sapere se deve proporre una cosa, o lo chiamo io per dirgli di proporne un’altra. A me mi ha nominato “addetto stampa”, e sinceramente, ho ben poche negligenze da rimproverarmi! I Sommeliers, infatti, sono diventati col tempo l’unico gruppo non ufficiale a comparire su testate di importanza nazionale o ad essere menzionati in un libro. Lo so che è il mio, ma chi se ne frega…
Cmq provate a chiedere in giro, se qualcuno reduce da un Giogo si è visto sverniciare da una fila di motorette sbacchettanti e sporche di terra, probabilmente si è imbattuto nei mitici Sommeliers d’Asfalto.
Se una poi puzzava da morire di olio di semi oltre il punto di fumo, era quella di Samurai.