Si può senz’altro dire che i Sommeliers d’Asfalto, “Somms”  per abbreviare nei post, siano stati concepiti in piscina, ma per troppo amore. Correva l’anno 2004, e oggi come allora si diceva che il motard era già morto!

L’idea di creare un gruppo di amanti del supermotard stradale è da attribuire a quel losco figuro di Gianni, in arte Mutifutti, dopo un paio di uscite con altri appassionati. Il caso volle che lui ed io portassimo i bambini poco più che neonati a fare acquaticità alla piscina Stadio di Firenze. Siccome lui lasciava alla compagna l’onore di sorbirsi il pupo per una buona mezz’ora a inseguire palline nell’ormai torbida vasca, aveva il tempo di dedicarsi alla conversazione con un amico, al quale confidava le sue intenzioni organizzative.

La chiacchiera venne intercettata dalla mia signora, che ebbe a chiedere al Mutifutti informazioni a riguardo, dal momento che anch’io avevo prenotato ormai da diverso tempo uno dei primi modelli di motard quasi turistico: l’Xtx Yamaha, di prossima uscita.

Alla prima occasione mi incontrai con Mutifutti per un’uscita sulla Raticosa, insieme ad un altro pennellone che faceva scomparire sotto di sé un Dr 400 Valenti. Il Puppi.

Il danno era fatto: cominciammo a fantasticare di oceanici raduni, pistate e motoclub, anche perché in rete si intravedeva un notevole interesse per una specialità sì di nicchia, ma con appassionati veramente convinti della filosofia delle motoleggere da asfalto, convinti non solo che quello fosse il futuro, ma che fosse l’unica strada sensata per divertirsi sui passi e tagliare ogni tanto con qualche sterrato leggero.

Su Ultramotard si contavano diverse presenze in zona Firenze e Toscana, tra cui un indemoniato di San Casciano, Sauro,  che nei racconti di Gianni aveva un Lc4 come il suo, solo 660, ultralleggerito e ribassato, col quale faceva cose turpi, tipo inchiodare all’ultimo momento prima di un ingresso in curva, impennare per centinaia di metri, infilare nello sterrato a centoventi all’ora.

Io che neanche avevo capito bene come andava guidato quel coso alto con le ruotine, sapendo che gli altri si trovavano tutti su Ultra, mi iscrissi prendendo come nick il cognome dell’eroina di “kill bill”: “Kiddo”.